Noleggio barche ed escursioni a Marsala Stampa
Citta di orgine fenicia, Marsala fu fondata dopo la distruzione della colonia fenicia dell’isola di Mozia dagli abitanti superstiti che la chiamarono Lilibeo. Il nome “Marsala” deriva dall’arabo “Marsa Allah” (Porto di Dio). Gli arabi dominarono la Sicilia, e quindi Marsala, intorno all’800 a. C. lasciando tracce soprattutto nella gastronomia – importando cibi dolci e salati che fanno ancora gola a tutti. La dominazione normanna contribuisce a sfatare il mito del siciliano di bassa statura, di colorito olivastro e dai capelli scuri. A Marsala e facile incontrare persone alte, bionde e dagli occhi azzurri di evidente discendenza normanna. Soltanto loro testimoniano la presenza dei Normanni a Marsala, visto che le loro opere non hanno resistito al passare del tempo. I Normanni donarono Mozia ai Monaci Basiliani che ne cambiarono il nome in S. Pantaleo. Dopo l’odiata presenza francese ( gli Angioini), i Siciliani passano dalla dominazione aragonese a quella spagnola che lascio tracce indelebili della sua presenza anche a Marsala. Tanto splende il sole su queste coste occidentali della Sicilia che tutto appare chiaro, quasi trasparente. Le stesse acque che accarezzano l’antica Lilybeo, baciate dai caldi raggi, riflettono colori argentati come se l’Eterno avesse donato a questa terra due cieli: uno di nuvole e l’altro di mare. E dal lungomare stesso, affacciato su Capo Boeo, si può scorgere Porta Garibaldi. Marsala, quasi, non ricorda Lilybeo e si dimena nella mediocrità dei nostri giorni ripulendo la coscienza con una passata di vernice fresca sugli abusi perpetrati per decenni. L’orgoglio, primaria caratteristica del popolo lilibetano e andato perduto nei secoli, rivive ai giorni nostri al ricordo dell’11 maggio 1860, quando Garibaldi sbarcò sulle rive della città con i suoi mille uomini. Questa è oggi Marsala, un luogo capace di emozionarsi per un evento che in realtà l’ha condannata definitivamente al suo oblio. E se a metà del XIX secolo si poteva giustificare la stanca rassegnazione di una gente che per più di un millennio era scivolata inesorabilmente nella tristezza della sottomissione, non riesco davvero a capire come oggi il popolo erede di coloro che abitarono la gloriosa Lilybeo non reclamino, con i fatti e non solo a parole, il ruolo che la storia gli ha da sempre attribuito: la porta sul Mediterraneo. I vari Musei presenti in città (quello Baglio Anselmi custodisce i resti di una nave punica del III secolo a.C.) e soprattutto la riscoperta di quell’inestimabile tesoro che è Mozia, sembrano voler dimostrare come, forse, un nuovo seme sta germogliando nell’estremo occidente dell’isola. Complessi monumentali, come il Quartiere Militare Spagnolo oggi sede degli Uffici Comunali, molte chiese e conventi che oggi sono ristrutturati e aibiti a contenitori culturali. Marsala e anche la citta dalla quale Garibaldi, che vi sbarco con i Mille nel 1860, pose le basi per l’unificazione dell’Italia. Citta carica di civilta e storia e anche un punto nevralgico per poter raggiungibile in breve tempo Erice, Segesta, Selinunte, le Cave di Cusa e le Isole Egadi.
 

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