Noleggio barche a Cagliari, escursioni a Cagliari, la storia di Cagliari Stampa
Cagliari, la città capoluogo e porto principale della Sardegna è per molti soltanto una tappa verso le bellissime coste sarde, ma non è solo questo. Oltre al museo archeologico nazionale infatti, il più importante al mondo per la civiltà nuragica e ricco anche di collezioni fenicio-puniche, da non perdere sono l'Anfiteatro Romano, la Basilica di S. Saturino, la più antica chiesa della Sardegna di cui si abbia notizia, e il Castello di San Michele, decorato dagli azulejos, le celebri ceramiche spagnole. Una passeggiata per le strette viuzze del quartiere Castello vi darà poi un'idea della Cagliari medievale. Dal punto di vista naturalistico si può citare l'incantevole spiaggia del Poetto, assolutamente da non perdere. La spiaggia dista circa 8 km dal centro cittadino e, anche se fruibile tutto l'anno, nei mesi da maggio a ottobre è possibile la balneazione. Vicino a Cagliari si trovano poi la meravigliosa Costa Rei e alcune delle località più famose della Sardegna (Villasimius e Santa Margherita di Pula), ideali per una vacanza al mare, e incontaminate oasi e lagune dove si possono avvistare gli affascinanti fenicotteri rosa.
CHIESA DI SANTA ROSALIA
Costruita intorno alla metà del XVIII secolo dai Minori Osservanti che la officiano ancora oggi, è nota soprattutto come centro della venerazione per San Salvatore da Horta di cui custodisce le spoglie. La chiesa, con facciata in barocchetto piemontese e ad unica navata con cappelle laterali, conserva numerose opere d’arte. Vi si promuovono inoltre iniziative religiose e culturali, tra cui la “Messa degli Artisti”, celebrata ogni domenica da alcuni anni con eccezionale concorso.
CHIESA E CRIPTA DI SANT’AGOSTINO
Costruita all'inizio del XV secolo, distrutta e successivamente riedificata, rappresenta l'unico esempio di architettura classica in Sardegna in epoca rinascimentale. Di interesse archeologico sono le vestigia romane scoperte recentemente all'interno della chiesa.
CHIESA E CRIPTA DEL SANTO SEPOLCRO
La struttura originaria della chiesa gotico-catalana, costruita nel XV secolo, è stata modificata radicalmente per essere adattata stilisticamente al nuovo corpo aggiunto, la Cappella della Pietà, di gusto barocco. Tutto il monumento ha subito un’ulteriore trasformazione, anche esterna, quando fu smantellato il cimitero una volta esistente nella piazza, ribassato di circa due metri il livello del terreno e costruita una nuova facciata con scalinata e portone di accesso orientati sulla Cappella della Pietà. Il radicale restauro recentemente effettuato ha consentito di ritrovare, sotto la chiesa, la grande cripta funeraria costruita alla fine del XVII secolo riutilizzando e modificando una grotta naturale.
MUSEO DEL TESORO DI SANT’EULALIA
Il museo annovera una serie di statue lignee di artisti sardi e napoletani dei secoli XVII e XVIII, una collezione di argenti dei secoli XVI e XVII, numerosi paramenti sacri, alcune opere pittoriche e antichi documenti appartenenti all'archivio parrocchiale. Di particolare interesse l’area archeologica, sottostante la chiesa, attualmente in fase di ulteriore scavo. Il museo offre inoltre la possibilità di ripercorrere “virtualmente” la storia del quartiere della Marina e della città di Cagliari.
ANFITEATRO ROMANO
L’anfiteatro, risalente al II secolo d.C., è ritenuto una delle più importanti testimonianze della Roma imperiale. Sono oggi ancora visibili la cavea, la fossa per le belve, i sottopassaggi sotterranei e le imponenti gradinate.
CHIESA E SAGRESTIA DI SAN MICHELE
La chiesa e la sagrestia, insieme all’attiguo Ospedale Militare, costituivano in origine un unico complesso architettonico voluto dal vescovo di Ampurias, Giovanni Sanna, per ospitare il noviziato dei Gesuiti. L’erezione risale alla seconda metà del XVII secolo mentre l’arredo interno (altari marmorei, dipinti, affreschi, stucchi e mobili da sagrestia) venne realizzato nella prima metà del XVIII secolo, il tutto grazie alla munificenza di Francesc’Angelo Dessì. L’edificio costituisce il più rappresentativo esempio di rococò in Sardegna, in particolare la splendida sagrestia, affrescata dall’Altomonte e dal Colombino nel 1° quarto del XVIII secolo, con una bella paratoria in legno intarsiato e a finto intarsio e un ciclo di tele raffiguranti Santi dell’ordine gesuitico con ricche cornici lignee barocche, ricoperte dalla foglia in oro zecchino.
CHIESA E CRIPTA DI SANT’EFISIO
L’edificio, noto dalle fonti già nel 1263, mostra oggi i segni dei rifacimenti settecenteschi. La chiesa si mostra con una modesta facciata tardo barocca ed un interno a navata unica con tre cappelle per lato, ricca di altari marmorei policromi, dipinti e statue. Nelle sue vicinanze, sempre in via S. Efisio, una porticina immette ad un ampio vano ipogeico, collegato con un’antica cisterna punica, che la tradizione considera il carcere del Santo prima del suo martirio avvenuto a Nora. Accanto alla chiesa sorsero l’Oratorio e la Sagrestia ad opera dell’ingegnere piemontese De Vincenti. Negli edifici attigui ha sede l’Arciconfraternita del Gonfalone a cui ancor oggi è affidata la celebre sagra del 1° Maggio.
CRIPTA DI SANTA RESTITUTA
Si tratta di un vasto ambiente ipogeico utilizzato come luogo sacro già dall’epoca preistorica, ma vi si leggono le tracce di presenze puniche, romane, tra cui due cisterne d’acqua, paleocristiane, bizantine, basso medievali e seicentesche La grotta è legata al culto di Santa Restituta, le cui reliquie furono rinvenute nel 1614. Il simulacro in marmo della Santa è un raro esempio di arte copta del V-VI secolo. Degli affreschi bizantini rimane solo un brandello raffigurante S. Giovanni Battista.
MUSEO DELLE FERROVIE DELLO STATO
Il museo, allestito nel 1985 allo scopo di fissare una testimonianza di archeologia industriale delle Ferrovie Reali Sarde e delle Concesse, raccoglie più di 100 testimonianze della storia ferroviaria sarda: foto, carte, disegni d’epoca, modelli di ponti e locomotive, modello funzionante del traghetto “Gennargentu”, mobili, lampade, orologi e strumenti di lavoro ferroviari. Interessanti le casseforti a muro ad apertura segreta e il salotto della carrozza Reale di Vittorio Emanuele III. Nell’atrio della stazione è esposta la locomotiva a vapore D 744.003.
ORTO BOTANICO
Giardino di acclimatazione di piante tropicali delle Americhe, Asia, Africa, Oceania, con oltre 500 specie diverse e giardino regionale della Sardegna con le piante mediterranee più caratteristiche. Comprende inoltre zone di notevole interesse archeologico per la presenza di pozzi e cisterne di età romana.
PALAZZO CIVICO
Della sede dell’amministrazione comunale, ultimata nel 1907 da Annibale Rigotti, ispiratosi nel disegnarla all’art nouveau, possono essere visitate tutte le sale di rappresentanza al secondo piano: Aula Consiliare, dell’Ex Giunta, Vivanet, dei Matrimoni, Sabauda e Studio del Sindaco.
VILLA DI TIGELLIO
Il complesso, noto come Villa di Tigellio, è in realtà un quartiere della città romana di Karales, costituito da tre abitazioni signorili e da un edificio termale del periodo imperiale. Le case sono caratterizzate da un atrio con quattro colonne e dal tablino (sala di rappresentanza).
CHIESA DI SAN GIACOMO
La chiesa, già esistente nel XIV secolo, fu ampliata e dotata di un campanile a torre quadrata fra il 1438 e il 1442; presenta una facciata con motivi neoclassici, attribuita a Gaetano Cima, del 1838. L’interno, ad aula unica con cappelle laterali e presbiterio rialzato a volta stellare, con sparse sovrapposizioni barocche, custodisce un ricco patrimonio artistico. Non meno importanti della chiesa sono i due Oratori contigui, delle Anime e del SS. Crocefisso.
CHIESA DI SAN GIOVANNI
La seicentesca chiesetta compare ufficialmente per la prima volta in un documento del 1415, ma fu riedificata con l’attuale configurazione nel 1752, in seguito ad un incendio. L’edificio, con semplice prospetto a capanna, ha pianta rettangolare ad unica navata con volta a botte, tre piccole cappelle per lato e presbiterio rialzato. La chiesa, che dal 1697 è sede dell’Arciconfraternita della Solitudine, custodisce uno dei più antichi organi a canne esistenti a Cagliari, datato al 1752.
CHIESA DI SAN MAURO
La chiesa, sorta sulla preesistente chiesetta della Vergine della Salute e inaugurata nel 1650, ospita il noviziato e lo Studio di teologia. Oggi si presenta con una facciata di color ocra chiaro e un unico portale. Alla luminosità della facciata fa da contrasto la penombra dell’interno, ad unica navata con volta a botte e tre cappelle per lato, con archi a tutto sesto. Di particolare interesse è il chiostro del convento con il suo stupendo quadriportico recentemente restaurato che ospita al centro una cisterna di raccolta dell’acqua.
CRIPTA E CHIOSTRO DI SAN DOMENICO
Il complesso domenicano, la cui costruzione venne intrappresa alla fine del XIII secolo, fu distrutto quasi in toto durante i bombardamenti del 1943. Sui resti dell’antica chiesa è stata edificata una nuova chiesa, aperta al culto nel 1954. Attualmente rimane una parte del chiostro edificato nel XV secolo ed una parte della chiesa antica con il cappellone della Madonna del Rosario, opera del XIV secolo.
BASILICA DI SAN SATURNO
Costituisce uno dei più antichi monumenti di età cristiana in Sardegna intitolata al martire cagliaritano Saturno, suppliziato nel 304 sotto Diocleziano e che, secondo la tradizione, ebbe in questo luogo il suo martirio. Gli scavi archeologici hanno messo in luce nell’area funeraria di età romana degli ambienti sacri del IV-V secolo e forse una basilica orientata a nord che rappresenterebbe il primo edificio di culto noto allo stesso Fulgenzio. La struttura in alzato è un edificio romano-bizantino variamente databile tra il V e il VI secolo e presenta uno schema cruciforme tipico del cosiddetto martyrium. Cupola e raccordi angolari sembrano restaurati o rifatti in età romanica. La sua trasformazione in forme romanico-provenzali con pianta basilicale a tre navate risale al 1089 quando fu concessa dal papa Urbano II ai Monaci Vittorini di Marsiglia. La decadenza e l'abbandono dei Vittorini segnarono la rovina di questo luogo di culto, passato nel frattempo sotto la giurisdizione arcivescovile, che conobbe successivamente altri due periodi di valorizzazione: il primo quando, in clima di Controriforma, i conflitti per la conquista della primazia spinsero le diocesi di Cagliari e Sassari alla ricerca di reliquie di santi martiri; il secondo coincise invece con l'affidamento dell'edificio, oramai oggetto di espoliazioni continue, alla Corporazione dei Medici e degli Speziali che la intitolarono ai SS. Cosma e Damiano.
CENTRO COMUNALE D’ARTE E CULTURA " EXMA’’
Antico mattatoio ottocentesco di Cagliari, attivo fino al 1966, ristrutturato e adibito a centro culturale polivalente. Attualmente è sede di mostre temporanee e di spettacoli.
COMPLESSO PALEOCRISTIANO DI SAN LUCIFERO
Il complesso di San Lucifero comprende tre edifici funerari tardoromani risalenti al III e IV secolo d.C., riutilizzati in fase successiva come luoghi di sepoltura cristiani e noti come Sacello di San Lucifero, Cripta della Chiesa o Sacello di Rude ed Eliano e Sacello di San Lussorio.
FORTE DI SANT’IGNAZIO
La costruzione del Forte di Sant’Ignazio, oggi meglio conosciuto come “Fortino di Sant’Ignazio”, risale alla fine del 1792. Si tratta di un’opera quadrilatera bastionata unica nel suo genere in Sardegna. Essa non venne tuttavia mai ultimata: solo una delle torri venne “casamattata”, il fossato non fu completato e la cisterna non venne mai costruita. Piccole guarnigioni furono di stanza in quella costruzione, rimasta incompiuta fino alla sua dismissione militare, avvenuta nel 1804. Durante la seconda Guerra Mondiale, il colle di Sant’Elia riacquistò importanza militare. Sul pianoro situato tra il faro ed il fortino sabaudo sono ancora oggi ben visibili le strutture della batteria antiaerea e antinave C.135: sei piazzole scavate nel terreno roccioso disposte a semicerchio, collegate fra loro da camminamenti sotterranei.
PARCO DI BONARIA
Nel parco che si estende su un fianco del colle sono ancora visibili i resti di una necropoli romana e paleocristiana che arrivava fino alla coeva necropoli di San Saturno e San Lucifero.
PARCO DI MONTE URPINU
Dal parco si può godere di splendide vedute panoramiche sul golfo, sullo stagno di Molentargius - meta dei fenicotteri rosa - e sull’intera città.
SANTUARIO E BASILICA DI NOSTRA SIGNORA DI BONARIA
Il Santuario, sorto tra il 1323 e il 1326 è il primo esempio di architettura gotico-catalana in Sardegna. Conserva in facciata un bel portale gotico proveniente dalla chiesa, oramai distrutta, di San Francesco di Stampace. Al suo interno è custodito il leggendario simulacro di Nostra Signora di Bonaria, un raffinato esemplare di scultura lignea di ambito campano con influssi franco-iberici e databile nella seconda metà del XIV secolo. Nel chiostro del convento si può visitare il Museo del Santuario di Nostra Signora di Bonaria (orario: tutti i giorni 9,00-11,30 / 17,00-18,30) in cui sono conservati oggetti sacri e d’arte, tra cui molti ex-voto. Al suo interno sono esposte anche sette salme della famiglia Alagon, nonchè la cassa che - secondo la tradizione - nel 1370 portò a Cagliari il simulacro della Madonna di Bonaria. Annessa al Santuario è la monumentale basilica progettata dal De Vincenti (XVIII secolo) e modificata dal Viana che venne portata a termine solo nel 1952. Si segnala inoltre il Cimitero Monumentale
CASTELLO E PARCO DI SAN MICHELE

Il castello, risalente al periodo della dominazione pisana, è stato restaurato di recente e costituisce un raro pezzo di storia cagliaritana. I visitatori sono temporaneamente ammessi solo nel parco.
CHIESA DI SAN PIETRO
La chiesa, che ha subito diversi rifacimenti, si presenta ad aula unica ed ha il soffitto, in origine probabilmente voltato, con copertura in legno. La piccola abside, in grandi cantoni calcarei con alcuni elementi di spoglio di edifici più antichi, è una delle testimonianze protoromaniche del primo impianto della chiesa ed è attribuibile a maestranze lombardo catalane attive nel Giudicato di Cagliari entro la fine dell’ XI secolo. La trasformazione gotica della facciata avvenne, ad opera di maestranze toscane, probabilmente nell’ultimo quarto del XIII secolo. Una volta all’anno, in occasione dellla festa del santo, la chiesetta si anima per le celebrazioni civili e religiose organizzate dall’antica corporazione dei pescatori, da sempre legata al piccolo tempio.
CHIESA DI SAN SIMONE
Nel suo aspetto attuale la chiesetta, che sorge sull’isolotto denominato “Sa Illetta”, è databile in un periodo compreso tra la fine del XVI ed il XVII secolo; tuttavia l’impostazione semicilindrica dell’abside testimonia una più antica fase romanica. A tutt’oggi di proprietà privata, viene utilizzata come cappella e aperta al culto pubblico solo in occasione della festa di San Simone il 28 ottobre.
MUSEO DI MINERALOGIA
Raccolta di numerosi reperti geologici e fossili.
NECROPOLI DI TUVIXEDDU
La necropoli di Tuvixeddu è la più grande ed estesa zona storico-monumentale cittadina, possedendo varie sepolture prevalentemente di origine fenicio-punica di notevole valore culturale. Queste tombe, che sono state utilizzate dalla fine del VI fino al III secolo a.C., sono del tipo “a pozzo”, cioè con accesso mediante un pozzo verticale, in fondo al quale vi è una camera, dove sul pavimento roccioso venivano deposti i defunti. Della necropoli fenicio-punica sono da ricordare diverse tombe decorate, tra cui la Tomba dell’Uréo e la Tomba del Combattente. Fanno invece parte della necropoli romana, risalente al 238 a.C. - 456 d.C., altre sepolture interessanti per la presenza di incisioni, decorazioni e bassorilievi come la famosa “Grotta della Vipera”. In attesa di un’adeguata valorizzazione, attualmente gran parte dell’area di Tuvixeddu su cui sono presenti, oltre le due necropoli, altri interessanti ambienti sottoerranei, come alcuni tratti di acquedotto romano, si trova purtroppo in un malinconico stato di abbandono.
SEPOLCRO DI ATILIA POMPTILLA (GROTTA DELLA VIPERA
Il sepolcro, databile al I secolo d.C., è conosciuto comunemente come "Grotta della Vipera" per la decorazione architettonica del prospetto, raffigurante due serpenti. Sulle pareti sono incise iscrizioni poetiche e latine.
 
 

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