Pantelleria, escursioni a Pantelleria in barca vela, barca motore Stampa
Natura splendida e tradizioni antiche si mescolano in questa isola calda, scura, scossa dai violenti (per gli arabi era Bint al Riah, "figlia del vento"), ma anche dolce, verdeggiante e ammaliante con le sue magnifiche scogliere laviche che si tuffano in un mare trasparente. In bilico tra due continenti, ha contrade dai nomi arabi (Khamma, Gadir, Sibà). Dall'alto della montagna Grande, l'antico cratere la cui vetta si raggiunge con un facile sentiero, la vista spazia sulle coste africane e siciliane. L'origine vulcanica dell'isola è ancora oggi evidente nei molti fenomeni di vulcanesimo secondario: sorgenti termali, getti di vapore bollente, esalazioni gassose, fanghi scuri e benefici per la pelle. Su tutta l'isola sono sparsi i dammusi (dal latino domus): molte di queste rustiche abitazioni di pietra a secco, con il tipico tetto a cupola per la raccolta dell'acqua piovana, sono state ristrutturate come deliziose case di vacanza. L’introduzione della vite coltivata ad alberello, le fortificazioni e la strategica Acropoli in località San Marco, le numerose monete coniate nell’isola con l’effigie della dea Tanit, le cisterne a campana, i santuari del lago Specchio di Venere e di Bugeber, il porto e il primo nucleo del castello, sono solo alcuni esempi delle opere fenicie-puniche sparse su tutto il territorio. Seguirono i Romani chemigliorarono le difese militari dell’isola. Poi arrivarono i Bizantini che abbellirono di mosaici le abitazioni e nel 700 d.C. gli Arabi. La dominazione araba durò fino al 1200 e notevoli sono stati i prodotti di quella cultura. Gli Arabi inoltre introdussero la coltura del cotone e dell’ ulivo, migliorarono la produzione dell’uva zibibbo e, ancora, fortificarono mirabilmente la Medina di Pantelleria (oggi totalmente distrutta dai bombardamenti aerei della 2° guerra mondiale), attorno al Castello detto di Barbacane. Gli Arabi chiamarono l’isola al-Quasayra: la piccola (nome tuttora usato dalle popolazioni berbere del nord-Africa per designare Pantelleria) ed in seguito Bent-el-Rion: figlia del vento. Poi arrivarono i Normanni cui succedettero gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi e i Borboni. Nel 1860 l’isola fu annessa al Regno d’Italia.
Il Parco Naturale della Montagna Grande : è il cuore verde dell’isola, qui sono presenti quasi 600 entità botaniche delle quali alcune endemiche come il Limonium Cosyrese , l’ Helichrysum Errerae e la Mattiola Incana. Inoltre questo parco naturale è l’unico in Europa dove nidificano due graziosi e coloratissimi uccelli: la Cinciarella Algerina e il Beccamoschino. Notevole il panorama sul Canale di Sicilia e al tramonto spettacolare la vista della costa africana. Gli antichi Sentieri che. come una ragnatela, attraversano letteralmente tutta l'isola per decine di chilometri. Le Contrade Contadine: agglomerati di dammusi con annesso giardino d’agrumi protetto da particolari costruzioni circolari in pietra chiamati Jardini, le undici contrade disseminate su tutto il territorio, conservano ancora il nome originale arabo come Khamma, Rekhale, Gadir, Bukkuram, Bugeber. Il Lago Specchio di Venere: bacino di origine vulcanica dai colori incredibili ed alimentato in parte da sorgenti termali che sgorgano dalle rive sabbiose, possibilità d’ effettuare attività sportive, in primavera e in autunno il lago diventa osservatorio naturale della passa di numerose varietà d’uccelli. La Macchia Mediterranea del Khagiar: un antica colata lavica lunga 3 km, ricoperta da una rigogliosa vegetazione di mirto, corbezzolo, lentisco ed erica, che cresce fitta e bassa, forgiata dal vento; sono presenti numerose colonie di conigli selvatici e diversi esemplari della rara tartaruga greca. Dietro l’Isola: nella parte sud dell’ isola una pineta (pini d’Aleppo, pini marittimi e querce) che sfida la roccia a strapiombo fino al mare; un esplosione di profumi aromatici. E’ la continuazione del bosco della Montagna Grande. Il Salto della Vecchia: un panorama indimenticabile. Uno strapiombo alto 300mt.sulla cui parete nidificano numerose varietà d’uccelli marini. La Piana di Ghirlanda: considerata il giardino dell’isola, è una pianura fertilissima riparata dai venti e circondata da vulcani, in un boschetto di lecci una necropoli bizantina scavata nella roccia. L’architettura rurale dei muretti a secco che disegnano, a gradoni, i declivi dei vulcani. Le cantine dove si producono il Passito e il Moscato, vini tipici dell’isola. Il Capperificio dove si confezionano i saporitissimi capperi. Le soste balneari lungo la costa: Karuscia, Campobello, Kattibuali, la riparata cala Cinque Denti, il Laghetto delle Ondine,le sorgenti termali della Cala Gadir e poi, cala Tramontana, il Faraglione e cala Levante. Un cenno a parte per l’incredibile Arco dell’ Elefante, che è il monumento naturale dell’isola. Si continua con cala Rotonda, la Balata dei Turchi, dove è ubicata l’antichissima cava di ossidiana, Nicà, dove le sorgenti termali arrivano quasi a 100 gradi e ancora, Scauri, l’antico approdo romano e la grotta termale di Sateria. Suvaki, Punta Fram, dove le colate laviche hanno plasmato fantastiche sculture naturali, Mursia e cala del Bue Marino. Da non perdere assolutamente il giro dell’isola in barca con visita alle numerose grotte marine, qualche volta maestose come cattedrali, dove all’interno l’acqua riflette colori che vanno dal blu intenso al verde smeraldo.

 

 
 

LA STORIA

RISTORANTI PANTELLERIA

ALBERGHI

LE SPIAGGE

 


Pantelleria - Specchio di Venere

Pantelleria - cala Cinque Denti

Pantelleria - cala Nicà

Pantelleria - grotta

Pantelleria - laghetto delle Ondine

Pantelleria - grotta Benikulà

Pantelleria - Favara grande

Pantelleria - Dammuso

Pantelleria - grotta di Sataria
 
Pantelleria - panoramica

Pantelleria - lago di Venere

Pantelleria - rocce vulcaniche nere

Pantelleria - cala Gadir

Pantelleria - arco dell'elefante

Pantelleria - L'elefante

Pantelleria - Balata dei Turchi

Pantelleria - grotta

Pantelleria - iglù Pantesca

Pantelleria - Campagna
 
     
 

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