Da visitare a Milazzo

La penisola di Milazzo riserva al turista delle bellezze paesaggistiche di rilievo. La riviera di ponente, dotata di una bellissima ed ampia spiaggia in minuscoli sassolini, termina con la suggestiva baia di S. Antonino. La si può ammirare in tutto il suo splendore dall'alto, da Capo Milazzo. Sulla punta estrema del promontorio milazzese si trova il "Carciofo", una sorta di faraglione. Nei dintorni Punta Mazza e la bellissima Baia di Rinella, raggiungibili sia in barca che a piedi. Lungo la riviera di levante predomina la scogliera, con alcune graziose baie in sabbia e ghiaia, inserite tra le rocce.
Monumento nazionale, il Castello svetta sul paesaggio di Milazzo dalla sommità dell'antico "Borgo" in collina. Risale agli Arabi la parte più antica dell'attuale struttura. Successivamente fu ampliato dai Normanni, dagli Svevi e dagli Aragonesi, che ne potenziarono l'impianto difensivo. Infine gli Spagnoli lo circondarono con la poderosa cinta bastionata, conferendogli le dimensioni di una "cittadella". All'interno delle mura spagnole si trovano il Duomo Antico ed un anfiteatro moderno, che in estate ospita spettacoli e concerti.
Per completare la visita del Borgo antico, si consiglia un itinerario tra chiese, scorci ed edifici di un certo interesse. Numerose le chiese al Borgo, tra cui il Santuario di S. Francesco da Paola co-patrono di Milazzo, quella della Madonna del Rosario di fronte all'ingresso principale del Castello ai piedi di una bella scalinata, e quella del S.S. Salvatore.
A Capo Milazzo si trova invece una suggestiva chiesetta scavata nella roccia, dedicata a Sant'Antonino, meta di pellegrinaggi la sera del 12 giugno. Nella città nuova in pianura tra le tante chiese meritano sicuramente una visita quella di San Papino nella piazza omonima, quella di Santa Maria Maggiore, situata a Vaccarella suggestiva frazione di pescatori. Milazzo è anche il porto principale di imbarco per le isole Eolie, che volendo è possibile visitare con rientro in giornata, almeno per le più vicine. Nei dintorni si consiglia un'escursione a S. Lucia del Mela, piccolo centro distante una decina di chilometri. Da visitare il palazzo arcivescovile con il museo diocesano, la cattedrale di origine normanna, il castello arabo-svevo-aragonese e la chiesa della Madonna della Neve.
Il Castello di Milazzo, monumento Nazionale, con una superficie di oltre 7 ettari di cui 12.070 coperti da fabbricati svetta sul paesaggio della Città del Capo alla sommità dell’antico “Borgo”. Le prime e rudimentali fortificazioni sono databili alla seconda età della pietra: neolitico (4000 a.C. circa). Più tardi con i primi colonizzatori greci (VIII –VII sec a.C.) questo modesto agglomerato prese corpo e si accrebbe di ruolo e di importanza, essendosi costituita l’Acropoli o “città fortificata”. Ma si deve arrivare al periodo romano-bizantino per avere il successivo “castrum”. Nell’843 gli Arabi danno vita al primo nucleo che rappresenta ancora oggi la parte più antica del Castello, nucleo costruito sulle rovine greche, romane e bizantine. Quindi i Normanni e gli Svevi edificarono nuove strutture, mentre gli Aragonesi ne adeguarono l’impianto difensivo, ed infine gli Spagnoli lo circondarono di una poderosa cinta bastionata conferendogli la forma di “cittadella”. Da allora il Castello ha assunto la forma definitiva che ancor oggi possiamo vedere. Essa inizia, per ovvie ragioni dalla parte bassa, che è la prima raggiungibile dalla cinta muraria rinascimentale, opera ultima, per giungere via via alla parte più antica che ne rappresenta il cuore. Pertanto la prima opera che appare è l’imponente Cinta Spagnola il cui ingresso principale si apre sotto il Baluardo di S. Maria, del quale sono visibili alcune strutture superstiti dell’antica chiesa omonima del 1527 (tra cui l’arco di trionfo) abbattuta nel 1568 per la costruzione del bastione. L’ingresso era denominato “delle tre porte” perché tante chiudevano tale accesso alla fortezza appena varcato il ponte levatoio. Il primo arco di porta è degli ultimi anni del 700; La porta successiva che si apre nelle alte mura ara sbarrata da un ponte levatoio gettato su un fossato asciutto. In alto si repertano le caditoie o piombatoi che permettevano ai difensori il getto di vari materiali. La Cittadella o Città Murata fu dimora delle magistrature. Difesa da Sud Ovest a Nord Ovest dalle poderose mura spagnole con imponenti baluardi di S. Maria e dele Isole. La costruzione di questa cinta fu iniziata nel 1529, sotto l’imperatore Carlo V di Spagna, dal vicerè di Sicilia duca Ettore Pignatelli, ed ultimata attorno al 1575. Ulteriormente rimaneggiata da Suarez de Figuerosa, duca di Feria. Si compone di due robuste muraglie parallele e discoste unite da una grande volta a botte. Al suo interno furono ricavate cisterne, magazzini, stalle, locali adibite a carceri ed accessi di numerosi passaggi o camminamenti sotterranei. Essa presenta merloni, piombatoi, casamatte per il basso ed il tiro incrociato dei cannoni. Tale opera costituisce l’esempio più importante ed eclatante dell’arte fortificatoria in Sicilia. Dei numerosi edifici che si trovano nell’ambito delle mura della cittadella, oggi è possibile ammirare il Duomo Antico ed i resti del Palazzo dei Giurati, entrambi in via di restauro. Fra essi a breve si potrà godere del restauro dell’Antico Duomo, ormai previsto per la primavera-estate del 2003, a parte il Castello vero e proprio col Mastio. Chi vi scrive, che ha avuto la fortuna di entrare all’interno della restauranda struttura, vi assicura che il visitatore rimane esterrefatto davanti a tanta bellezza ed imponenza. La costruzione del Duomo fu intrapresa nel 1608 su disegni di Camillo Camillani, fiorentino della Scuola del Michelangelo, in sostituzione della Chiesa di S. Maria, di proprietà della Città, abbattuta nel 1568 per consentire la costruzione delle mura della Cinta Spagnola.
Il Duomo Antico.
I lavori si protrassero però fino ai primi del 1700. Del Duomo si segnalano due avvenimenti: la consacrazione a Santo Stefano Protomartire il 13. Maggio 1680 e la celebrazione del TE DEUM in onore di Vittorio Amedeo II di Savoia, Re di Sicilia in visita alla città nel 1714. La Chiesa, con struttura a Croce Greca ed unica grande Cupola Centrale, presenta colonne con capitelli corinzi e fregi zoomorfici, scolpiti da maestri siracusani quali Domenico la Maestra. Curioso è il particolare della cupola di altezza complessiva di appena 13 m, che forse è unica nel suo genere, privata del tamburo per non ostacolare il tiro delle artiglierie. Da segnalare l’edicola sovrastante il portale del Duomo con angeli riecheggianti l’arte manieristica fiorentina.
Il Magico Scarabeo. L'occhio di Milazzo.
Su uno sperone delle vicine mura medievali che guardano verso il promontorio, e giù in basso verso la spiaggia del tono, dove vuole la leggenda, Ulisse riuscisse a riprendere il mare mentre Polifemo gli scagliava un masso in acqua (!), si staglia uno strano disegno, creato con conci di pietra lavica nera, che traccia la forma stilizzata di un “magico insetto” sulle cui origini e funzioni non sono mancate disparate attribuizioni. Sembrerebbe trattarsi della figura dello scarabeo con il suo antichissimo simbolismo legato al significato geo-astronomico di esatto indice del solstizio d’estate, espressione delle tradizioni mistico esoteriche dei Normanni e degli Svevi.
Il Palazzo dei Giurati.
Continuando la salita verso il Mastio, per chi non soffre di cuore, si può ammirare sulla destra, circa 100 mt dopo il Duomo, il Palazzo dei Giurati, sede del Senato della Città di Milazzo. Costruito nel primo ventennio del ‘300 è segnato da una cordonatura mediana avvolgente (cornice marcapiano) e da paraste in pietra bianca. Ampliato sul lato di nord est da un piccolo corpo quattrocentesco, tra il 1616 ed il 1637 fu connesso al Monastero benedettino (vedi la storia del fantasma del castello); il monastero si apriva sul precipite che guarda Capo Milazzo con ampio spazio rettangolare ed il chiostro realizzato su due livelli. A seguito di questa complessa edificazione l’antico Palazzo dei Giurati, venne trasformato nell’aula della nuova chiesa del Salvatore con abside quadrangolare verso occidente.
Però il monastero venne trasferito nel Borgo nel 1755 e l’intera costruzione fu ristrutturata e tutti i locali divennero sede municipale. Dopo il 1801 anno in cui i civici magistrati si trasferirono nella città bassa, tale edificio venne abbandonato al degrado ed alle devastazioni.
A proposito di monastero, sapete che una monaca innamorata fu sepolta viva nelle mura del Bastione delle Isole. Nelle sere di plenilunio si sentono degli strani lamenti provenire da quel muro maledetto. La monaca era innamorata di un soldato inglese, e pare che lui sia stato appeso dentro una gabbia e lasciato morire di fame!
Il Mastio.
E, dulcis in fundo, il Mastio, centro e nucleo vitale della Cittadella, che si erge alla sommità di una rupe (mt 98 s.l.m). Ad un fortilizio arabo-normanno sorto su fondamenta più antiche che seguirono i lavori voluti da Federico di Svevia (1237-40) ed eseguiti dall’architetto Riccardo da Lentini. E’ con Alfonso d’Aragona il “Magnanimo”, che nel 1456 le mura normanne vengono ristrutturate e trasformate in una più moderna struttura con merloni irregolari intervallate e difese da 5 robuste torri semicilindriche a scarpa con cannoniere alte. Tra i due torrioni accostati, posti all’estremità settentrionale, si apre l’unica porta d’accesso segnata da un portale gotico con archivolto sul quale, dentro una cornice romboidale, è lo stemma dei reali di Spagna raffigurante l’aquila di S. giovanni che regge lo scudo della Spagna unificata con gli emblemi araldici degli antichi regni di Castiglia, Aragona, Leon, Navarra e Granada. L’accesso al Mastio è permesso da un’unica porta ad arco ogivale cordonato da pietra lavica sormontata anch’essa dallo stemma spagnolo già osservato. Entrati nell’ampio cortile dove si reperta una grande cisterna che consente l’approviggionamento idrico durante gli assedi; qui il Castello appare come una struttura trapezoidale chiusa e difesa ai vertici da 4 torri quadrangolari. La più grande posta sul lato ovest è detta “Torre Araba” o saracena, di costruzione mussulmana risalente al X sec. Da segnalare tra i palazzi del Mastio, la famossima Sala del General Parlamento di Sicilia, così detta per aver ospitato nel Novembre-Dicembre 1295 il il primo Parlamento Siciliano presieduto da Federico d’Aragona.

 


 

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Milazzo, castello
Milazzo, scarabeo - occhio
 
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Milazzo, torioni spagnoli
Milazzo, chiesa S. Papino
Milazzo, Santuario S.Francesco di Paola
Milazzo, Palazzo dei Giurati