Formula delle vacanze ideale
Forse è troppo tardi, considerato che ferragosto è ormai archiviato, ma a chi è ancora in tempo per prenotarsi le vacanze gli esperti consigliano caldamente tante piccole interruzioni rispetto alle lunghe e impegnative ferie. Lo sostiene in particolare un docente di economia comportamentale della Duke University, Dan Ariely, che nel suo ultimo studio tesse le lodi delle mini-vacanze, decisamente più terapeutiche rispetto alla maxi-vacanzona che mette insieme ferie-permessi-aspettative-malattie, risucchiando ogni residuo di tempo libero rimasto a disposizione. E’ una questione di prima e di dopo. Gli short breaks, come dicono gli inglesi, regalano ai mini vacanzieri tante piccole e sublimi attese e, nel momento del fatidico rientro, c’è la consapevolezza che a quel piccolo viaggio ne seguiranno altri, brevi ma meravigliosi. Gli studi psicologici dimostrano che è prorio l’aspettativa il momento più bello, più che il viaggio vero e proprio. Inoltre è nei brevi break che si fanno le cose che normalmente non si fanno, ma che si deisderano di più. Mentre il viaggio ci assorbe talmente tanto da distoglierci dal piacere puro e, per la legge dell’utilità marginale decrescente, dopo pochi giorni le giornate di vacanza finiranno col divenire normali e rientrare, anch’esse, nella routine più banale. Del resto ci fu qualcuno che, molto prima di Ariely, parlò dell’attesa come del momento migliore, usando la metafora del sabato: “Questo di sette è il più gradito giorno, pien di speme e di gioia: diman tristezza e noia recheran l’ore, ed al travaglio usato ciascuno in suo pensier farà ritorno…”.