Noleggio barche ed escursioni in Sicilia
Interminabili colline, irti monti, strette pianure cinte da una lunga barriera d’acqua, ovvero un mare limpido e cristallino, uno dei più ricchi di storia che l’umanità abbia conosciuto, il Mediterraneo. Un’isola dunque. Ma a dispetto della sua natura, della Sicilia spesso si parla come di un continente. Tante sono le identità che la caratterizzano.
Nel volgere di pochi chilometri si passa dal mare ai monti, dalle alte e frastagliate scogliere agli ombrosi boschi, dalle lunghe e sinuose spiagge, alle vaste praterie, dai curiosi calanchi, piene di fantasiose figure che richiamano le forme di animali preistorici, alle alte pendici dell’Etna, nere, desolanti, dall’aspetto lunare, o animate da fontane di lava, fiumi di fuoco, che spaventano e affascinano, distruggono e creano nuova terra fertile, emblema degli innumerevoli contrasti che sempre e dappertutto emergono in Sicilia. E poi c’è un clima tra i più invidiabili, perché mite, quasi sempre gradevole e in grado di regalare emozioni uniche, come in primavera quando in pochi minuti si può passare da un’appassionante escursione, con gli sci ai piedi, sulla neve che ricopre l’Etna, o i monti dei Nebrodi e delle Madonie, alla prima nuotata nelle tiepide acque che lambiscono le vicine spiagge, di tanto in tanto animate, all’orizzonte, da piccoli isole che giocano nell’apparire e sparire secondo i capricci del tempo e dei venti che spirano. Tutto ciò, e molto altro ancora, ha voluto madre natura per la Sicilia, ma come se non bastasse anche l’uomo con il suo lavoro l’ha resa ancora più varia, bella, interessante. Finale di Pollina Sì perché l’uomo, anche se, bisogna dirlo, le ha tolto molto, e questo soprattutto negli ultimi decenni, spesso in nome della “civilizzazione”, l’ha arricchita con tanto altro.
E ciò sin dai tempi più remoti quando, non più contento di sfruttare solo quello che la natura gli offriva, iniziò a trasformare l’ambiente, a praticare l’agricoltura e l’allevamento, a svuotare la roccia per ricavarne piccoli rifugi, luoghi di culto, celle dove riporre i propri defunti; poi iniziò anche a costruire e ancora ad abbellire in onore delle divinità celesti, per il semplice gusto del bello, e da allora le opere si moltiplicarono a dismisura. Vagando liberamente per valli e colline, monti e pianure è un continuo sorprendersi in quanto a opere realizzate dall’uomo, a stili che si sovrappongono e si fondono. Certo, c’è tanto che vorremmo non ci fosse, ma se ben ci riflettiamo sono molto le cose di cui andare orgogliosi.
Sono templi e teatri costruiti nei posti più spettacolari, affascinanti, come se per onorare gli dei, per rappresentare uno spettacolo, non bastava un’architettura elegante, imponente, splendida, ma era necessario un posto grandioso; chiese e palazzi dalle architetture semplici, essenziali, o alquanto articolate, fantasiose, spesso dei veri e propri piccoli musei in cui si custodiscono interessanti opere d’arte; castelli che si innalzano al centro di vaste valli, prendono vita da immensi spuntoni rocciosi con cui formano un tutt’uno; borghi dalle strade strette, sinuose, che si arrampicano su irti pendii, svettano da alti rupi, si distendono su strette pianure sino a lambire il mare.