Noleggio barche a Lampedusa, escursioni a lampedusa, la storia di isola Lampedusa
Sull'isola di Lampedusa alcuni resti di un fondo di capanna neolitica situata a Cala Pisana fanno pensare che l'isola fu frequentata fin dalla preistoria, probabilmente grazie alla sua posizione geografica situata al centro del Mediterraneo. L'isola fu abitata sin da epoca preistorica (diverse sono le testimonianze trovate e risalenti all'età del Bronzo), successivamente dai fenici, greci e romani, per poi sprofondare progressivamente nell'abbandono. In alcuni scavi sono stati ritrovati, infatti, reperti quali anfore, piatti (di manifattura africana), scodelle , monete in bronzo; inoltre sono stati riportati alla luce resti di un abitato tardo romano e proto-bizantino , situato proprio nel centro urbano . Il mare , intorno all'isola, è disseminato di relitti di navi romane e greche , con migliaia di anfore in buona parte intatte. Ancora oggi capita che i pescherecci a strascico si ritrovino nelle reti frammenti di anfore o di ancore. L' antico nome era: Lampadusa o Lapadusa, per i bagliori provocati dai grandi fuochi accesi per segnalare l'isola ai naviganti, dal quale deriva l'attuale nome di Lampedusa. Venne pian piano ripopolata solo agli inizi del secolo scorso, per volere di Ferdinando II di Borbone. Le fonti storiche certe riguardo l'isola di Lampedusa cominciano in tempi più moderni. Nel 1630 si ha notizia che Carlo II° di Spagna concede alla famiglia Tomasi , gli avi del celebre autore del Gattopardo , la proprietà dell'Isola stessa ed il titolo di Principi di Lampedusa. E' la più grande delle Pelagie, dista 110 miglia dalla costa siciliana e fa ormai parte, con l'isolotto di Lampione, della piattaforma continentale africana. L'isola è un grande tavolato di roccia calcarea che digrada verso est, ricoperto di vegetazione a macchia a tratti rada. La costa sudorientale, quella in cui si apre il porto, è mossa da piccole insenature e deliziose cale con spiagge di sabbia chiara: è in questa costa che si apre la baia più bella, quella che accoglie l'isolotto dei Conigli. A settentrione, si oppone al mare una lunga scogliera alta, inaccessibile e fortemente erosa: uno spettacolo di falesie e faraglioni che si può vedere dall'alto salendo sul monte Albero sole, la "vetta" di Lampedusa. Il mondo sommerso di Lampedusa offre uno spettacolo indimenticabile. Nei suoi fondali, accanto a rocce piene di vita  e di colori, prosperano le praterie di posidonia, preziosa fonte di ossigeno per il mare.

Proviamo a fare il giro dell'isola, uscendo dal Porto in direzione nord-ovest verso punta Guitgia, lasciandovi alle spalle l'omonima contrada che sorge sull'attracco turistico e il "lungomare" che costituisce il capolinea della passeggiate o meglio "delle vasche" in Via Roma. A questo punto sarete in prossimità della spiaggia top, quella dei giovani, dove fare qualche nuova amicizia...e non solo. Stiamo parlando della Guitgia appunto situata poco oltre il porto.

Continuando a navigare in direzione NW troverete la spiaggia di Cala Croce, o meglio due piccole spiagge divise da un'insenatura. La più grande è delimitata alle spalle da una serie di canne, l'altra più piccolina è coperta alle spalle da un costone alto circa 5 metri.

Poche centinaia di metri e troverete una serie di incantevoli calette: Cala Madonna, Cala Greca e Cala Galera.

La prima è una cala stretta e lunga e poco frequentata. Essa è pure la sede del Santuario della Madonna di Porto Salvo. Converrà attraccare o scendere dall'auto per recarsi a visitarlo.

Cala Greca è una spiaggia minuscola. Qui potete andare con pinne e maschera e vi divertirete a osservare tante specie di pesci. A fianco c'è appunto Cala Galera, anch'essa ottimo luogo dove fare seewachting. Questa spiaggia è molto caratteristica, poiché dietro prosegue con un vallone dove vi sono alberi di fico, gelsi, e dove potrete osservare gli antichi muretti a secco.

Lasciamo queste calette e continuiamo con il nostro viaggio. Siamo arrivati in una sosta obbligatoria: la Tabaccara. Dagli isolani definita la "piscina" per il colore verde smeraldo intenso del mare. Ma l'emozione continua poiché a fianco troviamo l'Isola dei conigli. Esso è uno scoglio di fronte al quale vi è la spiaggia più grande dell'isola (sempre quella dei Conigli). Quando si è arrivati qui, non sembra di essere in Italia, il colore del mare, la luce del sole, sembrano portarci in un viaggio che ha dell'incredibile. Sembra quasi di stare ai tropici…ma poi ti risvegli e vedi che non un sogno: sei in Italia, sei a Lampedusa!! Ti sdrai su quella sabbia ed hai una sensazione particolare: è fine, soffice, bianca e leggera. Ti tuffi in acqua e quel colore turchese-smeraldo ti fa credere per qualche momento di essere un delfino!

Alle spalle dell'isola dei Conigli, affiora dal mare un piccolo scoglio: se vi immergete nelle vicinanze potrete osservare la Madonnina del mare, omaggio di un fotografo subacqueo che sopravvisse ad un incidente in mare.

Proseguendo poi, si giungerà a Cala Pulcino, così chiamata per la sua particolare configurazione. Anche qui un mare spettacolare. Seguono poi tre valloni: dell'Acqua, Profondo e della Forbice.

Proseguendo si arriva all'estremità dell'isola, Capo Ponente, contraddistinto dal faro, si vira in direzione della costa nord, più alta e meno frastagliata, ricca di grotte e anfratti naturali e che subito vi stupirà con gli scogli del Sacramento e della Vela. La caratteristica della prima è un'enorme grotta. A pochi metri da essa emerge dal mare una roccia che divide in due l'ambiente. In alto al sacramento c'è la vetta dell'Isola, ossia l'Albero Sole a quota 133 metri. La vista che si può godere da quel picco non è descrivibile: andate, commuovetevi e portate nel vostro ricordo di Lampedusa quell'emozione.

Il secondo è appunto lo Scoglio Vela, così chiamato per la sua forma. Guardatevi un po' attorno e vedrete come è cambiato il colore delle pareti delle rocce. Proseguendo, eccovi nelle zone più battute dai subacquei. Nell'ordine, incontrerete Punta Cappellone, Taccio Vecchio e Punta Alaimo. Siamo arrivati all'estremo lato est, Capo Grecale anch'esso riconoscibile per la presenza in alto di un altro faro. Doppiando Capo Grecale si lascia la costa Nord e di nuovo il paesaggio si fa più frastagliato e fioriscono le insenature: Cala Calandra, Mare Morto, Cala Creta, Cala Pisana. Tutti siti balneabili e raggiungibili a piedi o con altri mezzi.

Particolarmente suggestiva è Cala Pisana, da sempre rifugio delle navi dalla forza dei venti e futuro secondo porto di Lampedusa. Ma superiamo Cala Pisana e andiamo dove finisce o inizia l'Italia: Punta Sottile, la propaggine più estrema dell'isola o dell'Italia appunto. Stiamo quasi ritornando da dove siamo partiti, ossia in Porto, ma prima ad accoglierci ci sarà Cala Francese con le sue acque calme e smeraldine, e con le sue alte palme che ci danno veramente la sensazione di stare ai tropici.

Continuiamo ancora a navigare ed incontriamo le Grottacce. Anche qui l'atmosfera è magica: provate a chiudere gli occhi ed a rilassarvi. Vi immergerete in un sonno, accompagnati dal rumore delle onde e da un odore particolare, da cui sarà difficile risvegliarvi! Ultima tappa è Cala Maluk. Fino a qualche decennio fa qui si pescavano le spugne. Adesso sei ti tuffi nelle sue acque è un miracolo osservarne qualcuna. Ora vi vogliamo svelare un segreto: provate ad andare in questa spiaggia dopo una mareggiata…e vedrete cosa troverete!!!
Siamo arrivati al capo linea…siamo di nuovo in porto…il tempo per l'attracco della barca, o per il parcheggio del mezzo e subito via a cena!!!

 

 
 

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