Escursioni ad isola del Giglio Print

Chiamata così perché in primavera si trasforma in un’oasi verde ricoperta proprio dai bianchi fiori, l’isola del Giglio ((Aigilon per i Greci, Igilium per i Romani)) è un comune della provincia di Grosseto che comprende anche la più piccola isola di Giannutri, situata 11 miglia in direzione sudest. Montuosa – l’altezza massima è raggiunta dai 498 metri del Poggio della Pagana – è la seconda per estensione dell’Arcipelago Toscano, grazie alle circa 15 miglia di linea costiera e alla superficie di 21,2 chilometri quadrati. Separata dal tratto di costa toscana dove svetta l’Argentario da 8 miglia di mare, ospita sul suo territorio tre piccoli borghi:Giglio Porto, Giglio Castello e Giglio Campese. I primi due hanno origini medievali, mentre Campese, un tempo sede solo di capanne di pescatori, da pochi anni è stato trasformato in centro turistico, grazie anche alla presenza, proprio ai margini del villaggio, di una splendida spiaggia. Fino a pochi decenni fa su quasi l’intera superficie dell’entroterra isolano erano stati ricavati terrazzamenti con muri a secco di granito, detti greppe, e utilizzati per la coltura. Oggi purtroppo sono quasi tutti abbandonati ma danno all’isola un aspetto particolare.
Isola fu abitata in epoche remote, come dimostrano infatti alcune punte di frecce trovate nell'isola e risalenti al periodo eneolitico. Anche gli etruschi ed i romani frequentarono l'isola ed alcuni documenti dell'epoca testimoniano che fu di proprietà della famiglia dei Domizi Enobarbi.
Nell' 805 l'isola fu donata da Carlo Magno all'Abbazia delle Tre Fontane, nel 1269 divenne feudo della famiglia degli Aldobrandeschi ed in seguito al matrimonio di Margherita con Nello Pannocchieschi l'isola passò a quest'ultimo. Con le seconde nozze di Margherita degli Aldobrandeschi con un suo consanguineo, Il Papa Bonifacio VIII (1303), tolse il feudo a Margherita per assegnarlo a Goffredo Caetani. Successivamente a causa del matrimonio di una Caetani con un Orsini, l'isola divenne proprietà della famiglia Orsini.  A partire dal XIII secolo e fino ai primi anni del XV la repubblica di Pisa ne ebbe dominio effettivo, successivamente l'isola passò di mano in mano fino ad arrivare all'anno 1559 quando fu acquistata dalla moglie di Cosimo I Medici Eleonora di Toledo, alla morte della quale venne inclusa nel Granducato di Toscana. Nel XVI secolo, con l'espansione dell'impero Turco, il Giglio conobbe il suo periodo più buio. Fu oggetto infatti di continue incursioni da parte dei pirati barbareschi arabi e nord-africani. Rimasta impressa nella memoria, fu sicuramente la scorreria condotta da Cair Heddin Barbarossa che nel 1544 deportò come schiavi ben 700 gigliesi. A difesa dell'isola furono costruite alcune torri , rafforzate le mura ed istituita una milizia civile che venne sciolta solo nel 1860 con l'annessione del giglio al Regno d'Italia. Nel Porto, centro più popoloso dell'isola, sono concentrate gran parte delle strutture turistiche. Gli abitanti hanno un origine prevalentemente napoletana e genovese.

 

 
 

LA STORIA

DA VISITARE

RISTORANTI

ALBERGHI

LE SPIAGGE

 

Giglio, mappa
Giglio, veduta
Giglio, Porto
Giglio, Caletta
Giglio, cala Saraceno
 
 
Giglio, Castello
Giglio, Campese, Torre Saracena
Giglio, Campese
Giglio, Faro
Giglio, La Rocca Aldobrandesca
Giglio, chiesa della Madonna del Giglio
 
     
 

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